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I SOGNI DEI CIECHI

I sogni dei ciechi. Pensieri, poesie, emozioni di Fabio Sorrentino

A questo punto, al povero Cavaliere B. non resta...

A questo punto, al povero Cavaliere B. non resta...

A questo punto, al povero Cavaliere B. non resta che provare a mettere in atto l’espediente dei militari di leva di una volta che ingurgitavano un po’ di sigarette per farsi venire qualche linea di febbre e poter marcare visita. Devo ammettere che tutte queste gustose schermaglie giudiziarie che lo vedono coinvolto rivelano una feconda vena commediale, anche se non so ancora decidermi se ritenerla più adatta al repertorio disincantato e leggero di Peppino De Filippo o a quello amaro e cinico del fratello Eduardo. Ma temo che siamo ben lontani da tali raffinati esempi di rappresentazione del grottesco. Al di là di tutto mi stupisco, comunque, di come i consiglieri del Cavaliere non lo abbiano convinto a presentarsi in aula in barella o in sedia a rotelle, con tanto di flebo al seguito, e gli occhi cisposi e infiammati, fingendo qua e là uno svenimento e prevedendo una melodrammatica uscita in ambulanza a sirene spiegate. Poco dignitoso e biasimevole? E perché, quello che si è visto finora che è stato? Almeno avrebbe potuto finalmente mostrare un lato di sé più umano, fragile e vulnerabile, capace di attirare la compassione, se non le simpatie, anche dell’opinione pubblica più smaliziata, gettando via quella maschera di arroganza che non è certamente una qualità auspicabile in un politico. Ma questo i politici italiani non lo hanno mai capito e lo stesso Grillo, ahimé, non ne è certamente immune… P.S. Io l’ho avuta la congiuntivite e devo ringraziare le prodigiose mani di una grande cuoca, la Signora Angela, che mi preparava degli impacchi alla camomilla miracolosi… lasciamo i letti d’ospedale a chi ne ha veramente bisogno…

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