I sogni dei ciechi. Pensieri, poesie, emozioni di Fabio Sorrentino
20 Marzo 2013
Nella palestra del liceo giocavamo spesso a pallavolo. A me piaceva moltissimo perché non c’era mai un vero agonismo ma lo facevamo per puro divertimento e, seppure divisi in due squadre, restavamo sempre tutti amici e compagni, ragazzi e ragazze insieme, e non c’erano più bravi e più scarsi, o anche se c’erano non importava a nessuno. Con il calcio era già diverso. Generalmente lo si giocava solo fra ragazzi e lo spirito di competizione era molto più accentuato. Ho rigiocato qualche tempo fa a pallavolo sulla spiaggia con dei conoscenti. Che delusione! Pensavano solo a vincere e quanti musi lunghi per dei tiri sbagliati, sembravano quasi amareggiati… Ho rimpianto tanto le nostre vecchie partite a scuola. Non c’erano mai sconfitte, per delle semplici ragioni: nessuno voleva infliggere, nessuno le riteneva tali. A scuola forse non s’impara tutto quello che serve nella vita, però, parafrasando Sciascia: la Scuola non è la “Scuola”, ma il “ragionare” e, aggiungerei, il farlo insieme… ed è perché lo hai condiviso in armonia con altri, senza alcuna discriminante, che poi, da grande, anche se non ti fornirà vantaggi pratici, lo saprai ancora apprezzare.